Video Visual Fest

Questi cortometraggi, che hanno come tema l’incontro con l’altro, sono quelli risultati vincitori delle passate edizioni del Visual Fest, un festival realizzato dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, partner anche del nostro Festival.

 

Sognare oltre il limte, ANNAMARIA CURATOLA e AL., 2014

Il cortometraggio racconta la vita di Anna, una ragazza che a 25 anni perde improvvisamente la vista, a seguito di un virus. Oggi, dopo soli 4 anni dall’evento che le ha cambiato la vita, Anna è campionessa di nuoto, ha partecipato alla traversata dello Stretto ed ha un sogno: competere al Triathlon per dimostrare che la disabilità cambia le persone ma non impedisce di realizzare sé stessi ed i propri sogni. Per promuovere una cultura per tutti e senza barriere, con un apposito menù di selezione, oltre al video “formato classico”, il cortometraggio potrà essere impostato su modalità “audiodescrizione” per non vedenti o “sottotitoli” per non udenti.

 

L’educare dei padri, ALESSIA CINOTTI, 2015

“Chi sono i padri dei figli con disabilità?”. Questa è la domanda-stimolo alla quale il video tenta di rispondere, attraverso le narrazioni di tre padri che si raccontano davanti ad una telecamera che li ha “incontrati” nei tempi e nei luoghi ordinari della quotidianità, come il parco giochi, il muretto e la propria casa. Il video offre uno scorcio realistico della paternità nel tempo della cosiddetta evaporazione educativa degli adulti, mettendo in risalto alcune delle principali tematiche e sfide inerenti alla genitorialità che si confronta con la disabilità di un figlio.

 

Vite Parallele, CATIA GIACONI e ALDO CALDARELLI, 2016

Vite Parallele è il racconto intrecciato della vita di diverse famiglie in vari momenti della quotidianità. Queste famiglie sono differenti tra loro, che hanno figli di diverse età. Sono famiglie “normali” che vivono una quotidianità con i figli, che lavorano affinché a loro non manchi mai nulla. C’è una grande differenza però, che si gioca nell’avere o meno la preoccupazione di un figlio con disabilità che cresce. Lo sguardo della videocamera è puntato, da un lato, sulle differenze e sulle criticità pedagogiche della quotidianità di una famiglia con una figlia trentenne con Disturbo dello Spettro Autistico rispetto a quella di famiglie con figli senza disabilità; dall’altro, sulla tendenza a perdere la progettualità dell’adultità di un figlio disabile che cresce, ovvero a non vedere realizzabili le dimensioni significative che dovrebbero far parte di una vita di qualità di tutti i ragazzi della stessa età (avere degli amici e uscire con loro, avere un lavoro, avere spazi di vita autonomi).

 

El Salvador. Inclusione scolastica e cooperazione, ARIANNA TADDEI, 2016

l documentario raccoglie le testimonianze di diversi attori coinvolti nel percorso di innovazione e sviluppo dell’inclusione scolastica svolto in El Salvador dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna con il Ministero dell’Educazione locale e il contributo finanziario della Cooperazione Italiana. Gli intervistati sono insegnanti, dirigenti scolastici e membri delle comunità educative scelti per la loro profonda appartenenza all’esperienza e la capacità di riflettere sul loro operato e sulla loro percezione riguardo a un intervento vissuto localmente come un successo. Ma il video non vuole essere il resoconto di un’esperienza positiva, bensì la valorizzazione di un lavoro che, al di là dei risultati conseguiti, testimonia la volontà di operare per il diritto all’educazione di tutta l’infanzia in una realtà complessa e svantaggiata in cui la principale risorsa effettiva per il futuro appare essere la passione e la competenza di chi assume ruoli educativi.

 

Eyes, MARIA LAURA MORACI, 2018

password: eyes2020

Personaggi di diversa età, etnia ed estrazione sociale, ingabbiati in una società frenetica incline alla violenza e al consumismo. In scena 30 attori, di cui 28 ad occhi chiusi per indicare l’indifferenza e la superficialità che ci trascinano sempre più a guardare senza vedere veramente. Ognuno infatti, vivendo il proprio quotidiano nell’indifferenza, è indotto per inerzia ed abitudine, a continuare a vivere in quello stato di impassibilità, anche il più tragico degli eventi. E’ il caso dei nostri protagonisti, che inizialmente si mostrano freddi e distaccati a delle grida disperate di aiuto, e poi, grazie proprio alla loro insistenza, ne saranno scossi e sconvolti. Infatti, una volta risvegliate le loro coscienze, sarà squarciato il velo mistificatore della realtà, e uniti e senza più alcun indugio, riusciranno finalmente ad agire.

Viaggio a Centocelle, FRANCESCA AUDINIO E ALESSIA BERARDI, 2019

Nell’ambito di un progetto PON sull’inclusione scolastica, in cui le autrici ricoprivano il ruolo di tutor ed esperto esterno, dopo aver approfondito a scuola la tecnica dell’intervista, i bambini e i ragazzi partecipanti al laboratorio sono stati portati a conoscere il quartiere di Centocelle in veste di intervistatori. Il corto riprende questo “viaggio” nella città, dall’uscita da scuola nella centralissima Trastevere fino a Centocelle dove hanno potuto intervistare l’Imam della Moschea, il responsabile di un’associazione che aiuta i bambini palestinesi, negozianti magrebini e passanti.